VISITA IL SITO ➜
    blog-hero

    Il noleggio del futuro oggi!

    Scopri di più

    POS, quanto costa? Meglio noleggiarlo?

    Elena Vaccheri
    Scritto da Elena Vaccheri
    il 9 dicembre 2020
    tempo di lettura: 6 minuti

    Indice

    1) Co'è il POS

    2) Acquisto o noleggio del POS

    2.1) Il noleggio del POS

    2.1.1) Noleggio presso un Istituto di Credito

    2.1.2) Noleggio presso una Società di Acquiring

    2.2) L'acquisto del POS

    3) Credito d'imposta su commissioni per i pagamenti elettronici

    1) Cos'è il POS

    Il POS (“Point of sale”, letteralmente "punto di vendita") o terminale di pagamento è un dispositivo elettronico che consente di effettuare pagamenti mediante moneta elettronica, ovvero tramite carte di creditodi debito o prepagate.

    Esistono diversi terminali di pagamento, le cui principali differenze si riscontrano nella presenza o meno della tecnologia mobile; in particolare:

    • POS fisso (stand alone): è il POS tradizionale, che per funzionare si appoggia alla linea telefonica, collegandola al centro servizi. È generalmente utilizzato nelle attività commerciali che non hanno esigenza di mobilità in fase di pagamento.
    • POS cordlessPocketPos: è un dispositivo in cui il modulo funzionale è staccabile dall'unità base, per consentire una portabilità entro qualche decina di metri, il cui funzionamento è assimilabile al telefono portatile di casa. Questa tipologia di POS viene utilizzata dagli esercenti che hanno la necessità di eseguire transazioni lontano dal punto dove è presente fisicamente la connessione telefonica (ristoranti, distributori di carburante, ecc).
    • POS GSM/GPRS: questa tipologia di dispositivo si serve di una scheda SIM e di una copertura GPRS (nei modelli più recenti anche di connessioni UMTS) e può quindi di funzionare anche in assenza di linea telefonica fissa. Grazie alla scheda SIM in dotazione, il terminale è in grado di collegarsi automaticamente alla rete dell’operatore, proprio come un telefono cellulare. È utilizzata principalmente da esercenti che hanno necessità di mobilità (tassisti, ambulanti, venditori a domicilio e artigiani che operano presso il cliente) oppure da chi non è raggiunto da una linea telefonica.
    • POS Mobile o mPOS: si tratta di una versione aggiornata del POS precedentemente descritto, nel quale la differenza principale risiede nell’assenza di integrazione della tecnologia di trasmissione dati a mezzo di carta SIM; infatti il dispositivo si connette via bluetooth allo smartphone/tablet sul quale è installata l'app del pagamento POS. Non è autosufficiente al 100% in quanto ha comunque bisogno di un device per sfruttare la connettività del telefono cellulare

    POS Virtuale: è una soluzione che permette di gestire i pagamenti online tramite una pagina internet dedicata. Viene utilizzata dagli esercenti che svolgono e-commerce in quanto consente alle aziende di accettare pagamenti di qualsiasi tipo rilasciando automaticamente la ricevuta digitale di avvenuta transazione.

     

    2) Acquisto o noleggio del POS

    Per entrare in possesso del POS esistono sostanzialmente due alternative, che presentano differenti costi e vincoli:

    • Il noleggio del terminale
    • L’acquisto del terminale.

    2.1) Il noleggio del POS

    Uno dei metodi più diffusi per entrare in possesso di un POS è quello di noleggiarlo; in particolare l’esercente ci si può affidare:

    • Ad un Istituto di Credito
    • Ad una Società indipendente

    2.1.1) Noleggio presso un Istituto di credito

    Gli istituti bancari presentano al cliente un contratto solitamente vincolante nel tempo, con penali in caso di recesso anticipato, canone mensile fisso e commissioni minime da corrispondere anche in caso di mancato uso del dispositivo. Tale soluzione presenta quindi vincoli contrattuali piuttosto stringenti, in particolare:

    • L’esercente dovrà aprire un conto corrente aziendale presso la stessa banca.
    • Le commissioni saranno negoziate in base al transato mensile o annuo dell’attività, tuttavia generalmente tali contratti prevedono una commissione minima, anche in caso di mancato utilizzo del terminale.

    I costi principali da affrontare saranno i seguenti:

    • installazione: questa voce di costo è relativa alle spese sostenute per dotarsi del dispositivo (hardware, abilitazione all’uso del POS, assistenza tecnica di installazione e attivazione). Tale voce varia in base alla tipologia di POS scelto e in alcuni casi può essere anche gratuita;
    • canone mensile: si tratta dell’uscita fissa mensile connessa alla detenzione materiale del dispositivo e/o ai servizi ad esso relativi. Generalmente il canone mensile ha un costo che va dagli 0 ai 50 euro;
    • commissione fissa sulle transazioni: è il costo fisso che solitamente viene applicato dalla banca per ogni transazione effettuata. Generalmente si tratta di un costo che va da qualche centesimo a qualche euro in base al tipo di carta (credito o debito); si tratta di un costo importante, in quanto, in caso di transazioni di piccolo importo, può incidere fortemente sul singolo incasso dell’attività;
    • commissione percentuale sulle transazioni: è un costo variabile che viene applicato a ogni transazione secondo una percentuale definita nel contratto. Viene fissato dall’ente con cui si sottoscrive il contratto; anche questo normalmente varia in base al circuito a cui appartiene la carta e al tipo di carta, personale o aziendale;
    • assistenza tecnica: questa spesa si riferisce all’intervento di tecnici e operatori per risolvere eventuali problemi derivanti dall’uso;
    • disinstallazione: è un costo che viene talvolta applicato in caso di recesso anticipato dal contratto.

    Date le caratteristiche di tale tipologia di noleggio, è conveniente per quelle attività con un alto volume mensile di transazioni ad importo elevato con carta. In questo caso le commissioni calano visibilmente e il costo del servizio non peserà in modo eccessivo sul bilancio.

     

    2.1.2) Noleggio presso una Società di Acquiring

    Le cosiddette società di acquiring sono indipendenti dalle banche, delle quali sono tuttavia spesso fornitori di servizi.

    In tal caso i vantaggi sono:

    • libertà di scelta del conto corrente, è sufficiente comunicare l’IBAN per ricevere gli accrediti;
    • offerta di un pacchetto completo, attraverso il quale l’installazione, la configurazione e l’attivazione del servizio sono forniti dalla stessa azienda; alcuni fornitori offrono un canone fisso mensile senza commissioni sulle transazioni, in altri casi viene offerto un canone mensile vantaggioso, ma a questo bisogna aggiungere le commissioni sui pagamenti ricevuti
    • possibilità di stipulare un contratto a breve termine.

    È una modalità versatile che permette di sfruttare pienamente i vantaggi del POS nel caso in cui la propria attività riceva frequentemente pagamenti con carta oppure in caso di attività stagionali. Inoltre, con la contrattazione delle condizioni economiche, l’esercente potrà ottenere tariffe molto interessanti, soprattutto nel caso dei circuiti più diffusi e delle carte di debito.

     

    Sei alla ricerca di un POS a noleggio?

    Scopri tutte le soluzioni POS su Never Buy

     

    2.2) L'acquisto del POS

    In alternativa al noleggio, l’esercente può optare per l’acquisto del POS, diventando quindi il proprietario del terminale e svincolandosi dalle banche e dalle società indipendenti.

    A fronte di un elevato costo iniziale, che può variare dai 100€ ai 300€, l’acquisto consente di eliminare i seguenti costi:

    • canone mensile: l’esercente dovrà preoccuparsi esclusivamente di abilitarlo alla ricezione dei pagamenti, attraverso una società di acquiring; in questo modo si dovrà pagare solo la commissione per transazione.
    • installazione e eventuali penali per recesso anticipato legate al contratto.

    Inoltre, come nel caso del noleggio presso una società di acquiring, è possibile associare il proprio conto corrente, senza vincolarsi ad un particolare istituto di credito.

    Tuttavia sarà il commerciante a dover provvedere alla manutenzione del POS, sottoscrivendo un contratto apposito oppure contattando il produttore all’occorrenza, ovviamente con il sostenimento dei correlati costi.

    3) Credito d'imposta su commissioni per i pagamenti elettronici

    Con il DL n. 124/2019, il Legislatore ha previsto il riconoscimento di uno specifico credito d’imposta sulle transazioni a favore degli esercenti che mettono a disposizione i sistemi che consentono il pagamento elettronico. In particolare, il credito d’imposta spetta sulle commissioni dovute relativamente alle operazioni effettuate a partire dal 01.07.2020.

    Possono beneficiare del credito in esame gli esercenti con ricavi e compensi relativi all’anno precedente non superiori a € 400.000; lo stesso è pari al 30% delle commissioni addebitate per le operazioni rese nei confronti di consumatori finali effettuate tramite carte di credito e di debito. Si precisa che, con particolare riferimento alle carte di pagamento rilevano soltanto le transazioni effettuate mediante “carte consumer” (carte emesse a favore di consumatori finali) e non quelle effettuate mediante “carte business” (carte emesse a favore di aziende, artigiani, professionisti per le spese relative all’esercizio della propria attività).

    Hospitality e Negozi

    Articoli correlati:

    Lascia un commento

    Resta sempre aggiornato!

    Iscriviti alla newsletter

    Resta sempre aggiornato