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    Noleggio a caldo e subappalto cosa sono?

    Elena Vaccheri
    Scritto da Elena Vaccheri
    il 4 maggio 2021
    tempo di lettura: 5 minuti

    Indice

    1) Introduzione

    2) Il subappalto

    3) Il nolo a caldo

    4) Le differenze tra subappalto e nolo a caldo

    1) Introduzione

    Per dotarsi di attrezzature di lavoro che richiedono per il funzionamento specifiche capacità da parte dell’operatore che la utilizza, in particolare in ambito edile, si presentano per l’imprenditore, le seguenti opzioni:

    • Il subappalto
    • Il nolo a caldo

     

    2) Il subappalto

    Il subappalto è disciplinato dall’art. 105 del D. Lgs. 50/2016, in base al quale “il subappalto è il contratto con il quale l'appaltatore affida a terzi l'esecuzione di parte delle prestazioni o lavorazioni oggetto del contratto di appalto.”

    In tale contesto appare opportuno specificare che il Codice Civile, all’art. 1655, definisce l'appalto come il “Contratto con il quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un'opera o di un servizio verso un corrispettivo in danaro"; la regolamentazione relativa alla disciplina degli appalti pubblici, ossia quelli posti in essere da un soggetto pubblico o aventi a oggetto la realizzazione di opere o servizi pubblici, è demandata al suddetto decreto legislativo n. 50/2016.

    La legislazione speciale specifica inoltre che si considera subappalto anche qualsiasi altro contratto avente ad oggetto attività ovunque espletate che richiedono l'impiego di manodopera, quali le forniture con posa in opera e i noli a caldo:

    • se singolarmente di importo superiore al 2% dell'importo delle prestazioni affidate o di importo superiore a 100.000 euro
    • e qualora l'incidenza del costo della manodopera e del personale sia superiore al 50% dell'importo del contratto da affidare.

    Vi sono tuttavia delle attività che, per loro natura e specificità, vengono escluse dalla disciplina del subappalto, in particolare:

    • l'affidamento di attività specifiche a lavoratori autonomi, per le quali occorre effettuare comunicazione alla stazione appaltante;
    • la subfornitura a catalogo di prodotti informatici;
    • l'affidamento di servizi di importo inferiore a 20.000,00 euro annui a imprenditori agricoli nei comuni classificati totalmente montani di cui all'elenco dei comuni italiani predisposto dall'Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), ovvero ricompresi nella circolare del Ministero delle finanze n. 9 del 14 giugno 1993, pubblicata nel supplemento ordinario n. 53 alla Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana n. 141 del 18 giugno 1993, nonché nei comuni delle isole minori di cui all'allegato A annesso alla legge 28 dicembre 2001, n. 448;
    • le prestazioni rese in favore dei soggetti affidatari in forza di contratti continuativi di cooperazione, servizio e/o fornitura sottoscritti in epoca anteriore alla indizione della procedura finalizzata alla aggiudicazione dell'appalto. I relativi contratti dovranno essere depositati alla stazione appaltante antecedentemente o contestualmente alla sottoscrizione del contratto di appalto.

    Si specifica che le società appaltanti possono affidare in subappalto le opere o i lavori, i servizi o le forniture compresi nel contratto, previa autorizzazione della stazione appaltante purché:

    • l'affidatario del subappalto non abbia partecipato alla procedura per l'affidamento dell'appalto;
    • il subappaltatore sia qualificato nella relativa categoria;
    • all'atto dell'offerta siano stati indicati i lavori o le parti di opere ovvero i servizi e le forniture o parti di servizi e forniture che si intende subappaltare;
    • il concorrente dimostri l'assenza in capo ai subappaltatori dei motivi di esclusione di cui all'articolo 80.

    3) Il nolo a caldo

    Il nolo a caldo è una tipologia contrattuale che ha per oggetto la concessione in uso di una attrezzatura di lavoro e la prestazione lavorativa di un operatore specializzato, indispensabile per la conduzione e l’utilizzo dell’attrezzatura stessa.

    Nella pratica, appare utile distinguere il concetto di "nolo a freddo" da quello di "nolo a caldo".

    Con il primo viene locato il solo macchinario; con il secondo oltre al macchinario, il locatore mette a disposizione dell'imprenditore anche un proprio dipendente con una specifica competenza nel suo utilizzo. Anche in tale caso, comunque, il lavoro deve presentarsi con carattere di accessorietà rispetto alla prestazione principale costituita dalla messa a disposizione del bene.

    Per queste tipologie contrattuali non esiste una disciplina specifica, che ne definisca in modo inequivocabile i “confini”.

    Appare quindi evidente che vi possa essere una “ambiguità” tra il nolo a caldo e il subappalto.

    4) Le differenze tra subappalto e nolo a caldo

    Molto spesso nasce il dubbio, per esempio, se un nolo a caldo di un’attrezzatura di lavoro e del relativo operatore fatto da un’unica impresa esecutrice possa configurarsi nella sostanza come un contratto di subappalto, con le conseguenze che ne derivano, in particolare relativamente al rispetto della disciplina prevista dal D. Lgs. 50/2016.

    La differenza principale si riscontra nella tipologia di prestazione resa dall’operatore, infatti, qualora quest’ultimo si limiti ad azionare ed utilizzare la macchina, sulla base delle disposizioni impartite dal conduttore, sul quale gravano quindi sia le decisioni che la responsabilità dell’opera, allora si tratta senza dubbio di noleggio a caldo.

    In tal caso, il noleggiatore non risulta obbligato al raggiungimento di uno scopo specifico, in quanto si limita esclusivamente a mettere a disposizione il macchinario di lavoro e l’addetto al suo utilizzo.

    Quando invece all’operatore viene affidata una specifica lavorazione prevista dall’appalto, che esegue direttamente ed autonomamente, allora è necessario che si configuri come un contratto di subappalto.

    Bisogna quindi prestare particolare attenzione in fase di stipula del contratto, definendone e delineandone perfettamente e correttamente tutti i parametri, in modo tale che non vi siano dubbi in merito alla classificazione del contratto stesso come “subappalto” oppure come “nolo a caldo”.

    Anche a livello fiscale occorre, in particolare in campo edile, distinguere tra noleggio a caldo e subappalto, in quanto il trattamento ai fini dell’imposta sul valore aggiunto è differente. In tale ambito risulta rilevante la risoluzione n. 205 del 03.08.2007 dell’Agenzia delle Entrate, secondo la quale i contratti di “nolo a caldo” vengono assoggettati al meccanismo del “reverse charge”, cui all’art. 17 comma 6, lett. a del DPR 633/72, solo nel caso in cui il prestatore non sia “mero esecutore” materiale delle direttive impartite dal committente.

     

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