VISITA IL SITO ➜
    blog-hero

    Il noleggio del futuro oggi!

    Scopri di più

    Bike sharing aziendale: al lavoro con la bici elettrica

    Giulio Masperi
    Scritto da Giulio Masperi
    il set, 9 2020
    8 tempo di lettura

    Indice

    1) Introduzione

    2) Bike sharing aziendale

    2.1) Il fenomeno del “bike to work” in Italia e in Europa

    2.2) Consigli pratici per organizzare il bike sharing aziendale

    2.3) I benefici per l’azienda e i lavoratori

    3) E-bike: com’è fatta

    3.1) Tipologie di e-bike per la città e il tempo libero

    3.2) Autonomia e ricarica della batteria elettrica dell’e-bike

    3.3) Come utilizzare l’e-bike: pedalata e gestione della batteria

     

    1) Introduzione

    Pedalare con una e-bike, la bicicletta assistita che permette di ridurre la fatica grazie a un motorino elettrico, è una soluzione comoda per raggiungere l’ufficio. Dimenticando a casa l’automobile o lo scooter. Una scelta salutare per se stessi e un atteggiamento “green” verso la società e l’ambiente.  

    Ecco perché il fenomeno del “bike to work” è in rapida espansione, in Italia e in Europa, sfruttando le potenzialità dell’e-bike. Un trend che corre in parallelo alla creazione di nuove piste ciclabili, incentivi pubblici per i pendolari in bicicletta, scelte aziendali ad hoc. Quali le scelte adottabili dalle aziende? Per favorire la mobilità dolce dei propri collaboratori si possono creare servizi e spazi specifici per le biciclette, sfruttando le soluzioni a noleggio per dotarsi di una flotta di bici assistite: sempre più belle, performanti, adatte alla mobilità quotidiana.

    2) Bike sharing aziendale, cos’è e come organizzarlo

    Uno spostamento quotidiano, da casa verso l’ufficio, lungo un tragitto fisso. Un’abitudine comune a molti lavoratori da considerarsi un gesto meccanico? Una tradizione immutabile nel tempo? Risposta negativa.

    L’andare al lavoro, oggi, fa sempre più rima con il concetto di “bike to work”, ovvero il pendolarismo in bicicletta. Anche sfruttando soluzioni di sharing o “condivisione” aziendale. Una filosofia di vita e un gesto di responsabilità: meno auto e mezzi motorizzati sulle strade; più biciclette, e-bike assistite, monopattini elettrici, mezzi della micro-mobilità a zero emissioni.

    Si può essere rispettosi dell’ambiente e adottare un comportamento salutare per il proprio benessere, fisico e mentale, scegliendo di raggiungere l’ufficio in bicicletta. Come? Un esempio vincente è dato dalle formule di “bike sharing aziendale”, nelle quali l’azienda mette a disposizione bici a pedalata assistita creando una flotta moderna.

    Una soluzione “pronta all’uso”, quella offerta dal portale neverbuy.it. Tramite il noleggio, che si può calibrare in funzione delle proprie esigenze, le piccole e medie imprese possono disporre di biciclette tecnologicamente avanzate, ben conservate (grazie a programmi di assistenza e manutenzione inclusi), belle da vedere. Bici in linea con l’immagine aziendale che si vuole veicolare.

    2.1) Il fenomeno del “bike to work” in Italia e in Europa

    In Europa il “bike to work”, o pendolarismo in bicicletta, è una consuetudine diffusa. È il caso, per esempio, dei Paesi Bassi, del Belgio, della Germania e del Regno Unito, dove l’automobile privata, in settimana, rimane nel box. Il motivo? In ufficio si arriva con biciclette muscolari o, sempre più spesso, in sella alle e-bike assistite, sfruttando le piste ciclabili interne ai grandi centri urbani e le vie di collegamento verso l’hinterland.

    Anche in Italia il fenomeno del “bike to work” mostra incoraggianti segnali di crescita. Due i fattori trainanti: l’espansione della rete ciclabile, e gli incentivi, pubblici o privati, garantiti ai pendolari.

    Quanto alla rete ciclabile, alcune amministrazioni, anche in metropoli come Milano, favoriscono la mobilità “dolce” tracciando nuove piste dedicate bici e monopattini. Un fenomeno molto evidente dopo le settimane dell’emergenza coronavirus nella primavera 2020. La bici, infatti, si è dimostrata il mezzo di trasporto, per definizione individuale, che garantisce il miglior distanziamento sociale a vantaggio della salute.

    In Italia, inoltre, non mancano i casi d’incentivi (in denaro) garantiti ai pendolari in bici. Esempi? In Piemonte, nel Torinese, i comuni della Zona Ovest (capofila Collegno) nell’autunno 2019 hanno lanciato un progetto che restituisce ai pendolari in e-bike 0,15 euro per ogni chilometro, per un massimo di 50 euro mensili.

    Se il bike sharing pubblico non sempre è la soluzione migliore per rispondere a queste esigenze, a causa del numero limitato di mezzi, della scarsa qualità o del cattivo livello di manutenzione, una soluzione alternativa, pratica e sicura, è il bike sharing aziendale. Il vantaggio? E-bike in perfetta efficienza e, in caso di necessità, riparate o sostituite in tempi rapidi. Gli interventi e servizi possono essere inlcusi nel canone di noleggio.

    Leggi quali paesi sostengono il Bike to Work

    2.2) Consigli pratici per organizzare il bike sharing aziendale

    Una flotta di biciclette a pedalata assistita a disposizione dei collaboratori. Bici che, tramite proposte di noleggio come quelle offerte da Never Buy (sulla base di 24, 30, 36, 48, 60 mesi; selezionando il tipo di e-bike preferito), consentono all’azienda di avere mezzi sicuri e, in caso di guasto o malfunzionamento, di poterli sostituire.

    Dipendenti e collaboratori possono così utilizzare un mezzo di trasporto individuale ideale alla città, ma non solo. La bicicletta elettrica è perfetta per macinare molti chilometri ogni giorno, e consente ai dipendenti che abitano nell’hinterland urbano, distanti anche decine di chilometri, di giungere in ufficio senza problemi e senza affanno.

    Inoltre, i pendolari in bici, una volta giunti a destinazione non devono perdere tempo prezioso nella ricerca di un parcheggio libero, come capita agli automobilisti. La due ruote, infatti, si può custodire al riparo in uno spazio delimitato che può essere messo a disposizione dall’azienda, per esempio all’interno di piazzali o cortili. In alternativa? Le e-bike possono trovare spazio negli stalli pubblici o nelle aree idonee alla sosta. In ogni caso, con un’evidente ottimizzazione dei tempi “morti”.

    2.3) I benefici per l’azienda e i lavoratori

    Il “bike to work” garantisce un duplice vantaggio. Per i pendolari è più facile rispettare gli orari, evitando le code chilometriche che intasano le strade cittadine. Inoltre pedalare verso l’ufficio è una scelta che rispecchia una filosofia di vita votata al proprio benessere fisico e al rispetto dell’ambiente.

    Il benessere del singolo lavoratore si traduce in un vantaggio anche per i colleghi e per l’azienda nel complesso. Praticare un’attività fisica quotidiana aiuta a ridurre stress e tensioni. Un’impressione o un dato di fatto? Una certezza, tanto che uno studio condotto dalla University of East Anglia (Londra), su un campione di 18 mila pendolari di età compresa tra 18 e 65 anni, ha certificato come chi rinuncia all’auto, preferendovi la bicicletta (o una camminata), migliori il proprio benessere e il livello di concentrazione prestato sul lavoro.

    3) E-bike: com’è fatta la bici a pedalata assistita

    Sfatiamo un falso mito. La bicicletta a pedalata assistita non è un motorino elettrico in grado di muoversi da solo. L’e-bike, al contrario, stringe un’alleanza con il ciclista, il quale deve pedalare e faticare, mentre la bicicletta restituisce in cambio un’assistenza elettrica.

    Parliamo di una bici a tutti gli effetti, dotata di una sella, un manubrio, due freni e due pedali. Il vantaggio? Essendo dotata di un motorino elettrico da 250 Watt e una batteria, l’e-bike restituisce una notevole spinta, calibrata in funzione all’energia sprigionata dai muscoli e al livello di assistenza selezionato dal biker. La velocità massima? Pari a 25 km/h. Oltre, per legge, il motorino entra in stand-by.

    La batteria elettrica, alloggiata nel tubo obliquo del telaio, si può facilmente estrarre e si ricarica in modo semplice tramite una tradizionale presa domestica da 220 Volt. Raggiunto l’ufficio oppure la propria abitazione, quindi, se il livello di carica è in esaurimento, si può estrarre la batteria e provvedere alla ricarica. Per un ciclo completo, a seconda delle tipologie di batteria, servono mediamente tra le 3 e le 5 ore.

    Leggi i consigli per scegliere l’e-bike adatta alle proprie esigenze 

    3.1) Tipologie di e-bike per la città e il tempo libero 

    Dalle prime mountain bike elettriche, nei primi anni del terzo millennio, ai modelli attuali una rapida evoluzione della “specie”. Oggi esistono e-bike di ogni tipo: adatte alla città e ai lunghi viaggi, al trekking (ciclabili asfaltate e ciclovie sterrate) e ai percorsi più impegnativi di montagna. Senza dimenticare le bici da strada e le urban bike elettrizzate, che strizzano l’occhiolino al pubblico sensibile alla moda. E il mercato è in costante crescita: in Italia nel 2019 sono state vendute 195 mila e-bike (dati: Confindustria Ancma – Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori), con un +13% rispetto ai dodici mesi precedenti.

    Quale scegliere? Negli spostamenti quotidiani le e-bike da trekking sono perfette: ruote da 27,5 pollici molto scorrevoli; pneumatici di sezione ampia e quindi più sicuri in ogni condizione; forcella anteriore ammortizzata per assorbire le asperità dell’asfalto; porta-pacchi posteriore per alloggiare borse e zaini; luci integrate per essere sempre ben visibili, anche la mattina presto o all’imbrunire.

    Per i pendolari sono ideali anche i modelli di bici da città e le tipo urban, senza dimenticare le potenzialità delle e-mtb. Questi modelli da off-road, nati per superare ostacoli impegnativi, sono molto adatti nei centri urbani. Il motivo? Ammortizzatori raffinati, ruote ampie e gomme tassellate, freni potenti sono ottimi presidi di sicurezza anche nel traffico. Una bici, dunque, che ben si concilia agli spostamenti quotidiani e alle uscite divertenti nel tempo libero.

    3.2) Autonomia e ricarica della batteria elettrica dell’e-bike 

    La riserva d’energia basterà per le esigenze quotidiane? Se la domanda sorge spontanea, la risposta è rassicurante e affermativa. L’autonomia di una bici elettrica dipende da diversi fattori: peso del biker, lunghezza e tipologia del percorso (pianeggiante o con ripide salite), corretta gestione della batteria, e tipologia di componenti di cui la bicicletta è dotata.

    I modelli più recenti di bici assistite, grazie a batterie da 500 o 630 Wh, garantiscono lunghe percorrenze medie che possono superare (anche di molto) i 100 chilometri. Ben oltre, quindi, un’esigenza quotidiana media per andare al lavoro o per concedersi una piacevole pedalata serale.

    Ricaricare la batteria è semplice: basta rimuovere la stessa dall’alloggiamento, di norma integrato nel tubo obliquo del telaio, collegando la batteria a una comune presa domestica da 220 Volt tramite l’apposito cavo fornito in dotazione di serie. Un ciclo completo avviene, a seconda dei tipi di batteria, tra le 3 e le 5 ore.

    3.3) Come utilizzare l’e-bike: pedalata e gestione della batteria

    Attenzione: una volta saliti in sella a una e-bike, il rischio d’innamorarsene è dietro l’angolo. L’e-bike, che sia un modello da città oppure una enduro adatta anche alla montagna, garantisce a tutti i ciclisti la certezza di giungere a destinazione, anche nelle giornate in cui ci si sente meno in forma.

    Se ci si trova in difficoltà, per esempio su una salita impegnativa o quando si trasporta un carico pesante dentro lo zaino, basta adattare il livello di assistenza (tramite i tasti collocati sul manubrio) all’esigenza. Di norma esistono dai 3 ai 5 livelli, e il più performante, spesso chiamato “High” o “Power”, permette di superare anche i dislivelli più tosti.

    Per evitare di sovraccaricare la batteria, riducendo l’autonomia totale, il segreto è adottare un tipo di pedalata “rotonda”, evitando di sottoporre il kit elettrico a un eccessivo stress. Come? Sfruttando i rapporti del cambio, cercando una pedalata fluida e armoniosa dal ritmo costante.

     

    Mobility

    Articoli correlati:

    Lascia un commento

    Resta sempre aggiornato!

    Iscriviti alla newsletter

    Resta sempre aggiornato